IL PROGETTO

La proposta progettuale «Turisticando» nasce dall’esigenza di dare risposta a due domande che vengono dal “mercato”: dal mondo delle produzioni d’artigianato d’arte e dai mondo del turismo. La scelta è temporalmente coerente con tali esigenze, alla luce del fatto che è operativo – a Comiso – l’aeroporto “Magliocco”.
«Turisticando» si pone come obiettivo la creazione di «Itinerari dell’Artigianato» e dei “Beni immateriali” della provincia di Ragusa, includendo gli «Itinerari Enogastronomici» e gli «Itinerari della Memoria», costruiti sulla scorta della sapienza antica del territorio e recentemente portati a conoscenza di tutti dalla fortunata serie televisiva di Montalbano. Le attività previste riguardano l’attività di un Architetto per la costruzione degli «Itinerari» e di un Comunicatore multimediale, al fine di rendere fruibili tali «Itinerari», attraverso l’impiego delle TLC, sugli smartphone e/o tablet dei turisti in arrivo e/o in transito nella

provincia di Ragusa. Gli effetti attesi riguardano gli Artigiani iblei perché diventeranno immediatamente “visibili” e “raggiungibili”, ma anche i turisti che potranno organizzare la loro permanenza nella provincia iblea, in maniera più consapevole e funzionale.

l’area della provincia di Ragusa, storicamente corrispondente all’antica “contea di Modica”, vanta un artigianato d’arte d’eccellenza del quale si sono occupati scrittori come Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e Vincenzo Consolo, ed artisti come Salvatore Fiume, oltre che una tradizione enogastronomica di qualita’ consolidata, messa in evidenza recentemente anche dalla serie televisiva del commissario Montalbano. La presenza di tre citta’ barocche (Modica, Scicli e Ragusa), che fanno parte del patrimonio Unesco, oltre che un liberty come quello di palazzo Bruno di Belmonte di Ispica o il palazzo Cocuzza di Monterosso Almo, oltre che quello che puo’ definirsi un vero e proprio “salotto liberty” nella citta’ di Vittoria, diretta e quasi contemporanea filiazione del liberty palermitano dell’architetto Ernesto Basile (villa Igiea, villino Florio), sono la plastica dimostrazione di una tradizione artigiana iblea radicata e consolidata nella cultura del territorio. Il progetto «turisticando» si colloca all’interno della realta’ iblea nel segno della tradizione/innovazione, garantendo continuita’ all’antica sapienza artigiana e agli antichi sapori iblei, presentandoli al mondo, attraverso le tecnologie piu’ avanzate, consentendo cosi’ un ampliamento del mercato, soprattutto in un periodo di crisi economica ed occupazionale, come quello attuale. Le nuove generazioni sono disponibili a vivere la cosiddetta “civilta’ della bottega” solo se ci sono le prospettive per un futuro di certezze e cio’ e’ possibile garantirlo solo se c’e’ un mercato effervescente ed interessato ad acquistare i prodotti. Solo a queste condizioni non si creera’ uno iato generazionale e i “saperi e le abilita’ ”degli antichi «mastri e maestri» iblei potranno passare alle generazioni piu’ giovani, nel segno della tradizione/innovazione.

I due cardini fondamentali del millenario esistere del popolo siciliano nella storia, sono il lavoro e il cibo. La fatica e l’appetito, infatti, scandiscono da tempo immemorabile le giornate dei Siciliani, Il lavoro, dunque. Al punto che – ha scritto Bufalino – non usciva dalle mani dell’operatore nessun oggetto utilitario dove non splendesse altresì un qualche lume d’arte o d’artificio; nessun manufatto d’uso comune che non lasciasse intravedere dietro di sé un miraggio, una «truvatura» (così nel dialetto ibleo si indicano i tesori nascosti) fantastica e lietamente arbitraria. «Turisticando» intende occuparsi, soprattutto di una cultura di ieri, la cultura della «bottega»; dove il «mastro», come nel Rinascimento a Firenze, insegnava e l’apprendista apprendeva con gli occhi lucidi e il cuore riconoscente. Oggi molte cose sono mutate, non fosse che per l’effetto perverso di talune norme di legge, di per sé sacrosante, che, mentre intendevano proteggere i minori, in pratica, hanno finito col recidere quella cinghia di trasmissione di precetti e di segreti che un tempo correva naturalmente dalle labbra dell’anziano depositario, alle orecchie avidissime del ragazzo/apprendista. Non è il caso di disperarsi. Ogni civiltà s’inventa le sue forme e i suoi simulacri a spese della precedente. Ed è questa la scelta progettuale di «Turisticando», che attraverso l’uso delle più aggiornate tecnologie si pone l’obiettivo principale di riannodare quella cinghia di trasmissione recisa e, attraverso essa, offrire alle giovani generazioni l’opportunità di apprendere un’arte e crearsi un’opportunità per il futuro.

Il progetto proposto è altamente innovativo, anche se non è possibile fare riferimento agli standard attuali perché, allo stato dell’arte, non è disponibile nell’area nulla di simile a quanto proposto da «Turisticando». Infatti, la proposta non è assimilabile ad una semplice e comune «guida» turistica, in quanto è rivolta alla creazione di «Itinerari dell’Artigianato d’Arte, delle Enogastronomie e della Memoria», destinati a rendere più visibili gli artigiani dei vari segmenti produttivi e a favorire le escursioni dei turisti, ma soprattutto a creare le condizioni affinché un primo gruppo di giovani di età compresa fra i 18 e i 36 anni non compiuti possa tornare a vivere l’esperienza della «civiltà della bottega», con la concreta possibilità che possa diventare il primo passo, per dare vita – nel segno della Tradizione/Innovazione – ad un nuova e innovata significazione del concetto di «civiltà della bottega», che sappia coniugare le sapienze antiche alle moderne tecnologie.