OBIETTIVI

Saranno utilizzate le tecnologie informatiche più idonee, soprattutto con l’introduzione della «app» appositamente dedicata, per il raggiungimento degli obiettivi indicati e saranno adottati strumenti di linguaggio, diffusione e comunicazione adeguati attraverso l’utilizzo della web-tv. E’ assolutamente “contemporaneo” quel linguaggio che sappia declinare la cultura del territorio – esito di sedimentazione plurisecolare – con gli strumenti della più aggiornata tecnologia informatica, impiegata con la consapevolezza di affrontare nuovi sentieri della comunicazione, ma certi di avere intrapreso un percorso nuovo in grado di affrontare con consapevolezza i temi della globalizzazione, perché fortemente ancorati ai valori della Tradizione, nel segno di quel Nuovo Umanesimo che serve all’Uomo del Terzo Millennio, nell’ottica di un ristabilito rapporto Natura/Cultura.Considerato che «Turisticando» intende riallacciare l’antico e il moderno nel comparto dell’Artigianato d’Arte, dedicando le prime energie disponibili al segmento della lavorazione della pietra e dello sfilato siciliano (al ‘400, ‘500, e ‘700), oltre che dell’enogastronomia; nonché della proposizione – a fini culturali e turistici – degli «Itinerari della Memoria», a partire dagli itinerari che oltre settanta anni fa le truppe anglo-americane seguirono durante la cosiddetta «Campagna di Sicilia», nell’estate del 1943, si ha piena e sperimentata consapevolezza – per esperienza riconosciuta e documentabile – che la proposta di «Turisticando» possa contribuire allo sviluppo socio-economico e culturale del territorio ibleo. L’opportunità offerta dalla funzionalità dell’aeroporto di Comiso diventa il valore aggiunto, in quanto rappresenta quell’utenza, quantitativamente e qualitativamente necessaria, che ultimamente è mancata.

Le fasi di realizzazione di «Turisticando» consistono nel censimento delle “botteghe” dell’Artigianato d’Arte esistenti in provincia di Ragusa; nel censimento di quelle realtà di ristorazione che operano secondo tradizioni antiche, ma che abbiano già compiuto lo sforzo di coniugare le antiche ricette con le tecniche di produzione e di presentazione dei piatti realizzati, assolutamente moderne ed innovative, e ancora, nella ricostruzione filologica dei percorsi che le truppe anglo-americane effettuarono nell’estate del 1943.

Le attività che si intendono realizzare consistono, in un primo momento, nella costruzione di una «Mappa dell’Artigianato d’Arte»; di una «Mappa dei Sapori Iblei» e, infine, nella messa a punto di una «Mappa della Memoria»; in un momento successivo, le attività riguarderanno l’informatizzazione e la messa a punto del prodotto finale – attraverso una “app” apposita – per una semplice e funzionale utilizzazione sugli smartphone e/o tablet; infine, la predisposizione di un sito web – appunto, «Turisticando» – a disposizione di tutti.

Le attese, relativamente al progetto «Turisticando», sono semplici e chiare:

-ridare visibilità e dignità attuale al patrimonio immateriale rappresentato dalla sapienza degli Artigiani/e iblei/e nella lavorazione della pietra bianca calcarea dell’area Iblea e nell’arte dello sfilato siciliano, del ricamo e del filet;

-valorizzare l’immenso patrimonio delle produzioni tipiche iblee (caciocavallo, provola, salsiccia, salumi, olio, vino, aromi, etc.), attraverso le sapienza culinaria degli chef iblei, portatori dell’antica tradizione ragusana;

-rifunzionalizzare quelli che furono percorsi di guerra, di lutti, di privazioni, di fame e di sofferenza morale, in una dimensione di “ricordo” serio e grato a chi riportò la libertà e la democrazia nella nostra terra, ma anche di allegra rivisitazione a fini turistici, dedicata soprattutto agli eredi di quanti compirono l’impresa nell’estate del 1943, con un conseguente incremento dei flussi turistici dagli USA, dalla Gran Bretagna e dal Canada, anche e soprattutto alla luce dell’apertura dell’aeroporto “V. Magliocco” di Comiso;

-creare le condizioni affinché gli ormai vecchi «mastri e maestri» artigiani riescano a far transitare i loro saperi, la loro arte, ad un gruppo di giovani interessati, per ridare continuità a ciò che una serie di eventi ha rischiato di compromettere per sempre, nella consapevolezza che una società che non ha passato non può neanche pensare di avere un futuro.